“Una ripresa lunga e difficile”, le ultime proiezioni del FMI

Recentemente è uscita l’ultima edizione del “World Economic Outlook”, la pubblicazione semestrale del Fondo Monetario Internazionale sullo stato di salute dell’economia mondiale e le previsioni per il futuro imminente.

Il titolo – sconfortante – della pubblicazione è “una ripresa lunga e difficile“, vediamo i dettagli in alcune immagini diffuse dal FMI.

TUTTO IL MONDO IN RECESSIONE

Nel 2020 il PIL mondiale subirà una contrazione pari al -4,4 per cento, l’area del mondo più colpita sarà l’eurozona col -8,3 per cento, seguita dal sud america (-8,1%) e dagli Stati Uniti (-4,3%) nettamente più staccati.

DURO COLPO PER SPAGNA E ITALIA

All’interno dell’area euro la Spagna subirà un crollo stimato al -12,8 per cento segue Italia (-10,6%) e Francia (-9,8%).

Fra le economie emergenti l’India dovrà fare i conti con una recessione del -10,3 per cento mentre la Cina chiuderà l’anno in positivo con una crescita del +1,9 per cento (nonostante tutto).

LE PROIEZIONI DEL PIL ITALIANO FINO AL 2025

Il WEO include pure un database con le proiezioni fino al 2025, ma anche con i dati storici che partono dal 1980. Andiamo a vedere i dettagli su alcune voci dell’Italia.

Prendiamo i dati sulla variazione del PIL reale che partono dal 1980 e terminano al 2025, dal 2020 sono le proiezioni del FMI.

Come anticipato nel 2020 il PIL crollerà del 10,6 per cento, segue tabella con i dati dal 2021 in poi.

ANNOVariaz. % PIL reale
2020-10,645
2021+5,24
2022+2,63
2023+1,697
2024+0,912
2025+0,883

TERZA RECESSIONE IN 12 ANNI

Dalla crisi finanziaria del 2008-09 non ci siamo mai veramente ripresi, complice anche l’ulteriore recessione dovuta all’operato del “salvatore” Monti nel 2012.

Se “andrà tutto bene” non prima del 2025 recupereremo i valori del 2019, che a loro volta erano i valori – in termini reali – del 2004-05.

Nel frattempo con la crisi del 2020 torniamo indietro ai valori del 1997.

IL PIL PRO CAPITE TORNA AL 1994

Se guardiamo il PIL pro capite, cioè la ricchezza per ogni cittadino, i dati diventano ancor più deprimenti.

Dal 2009 al 2019 il PIL pro capite è sempre rimasto sotto i livelli dell’anno 2000, cioè quando avevamo ancora le lire nel portafoglio!

Nel 2014 il PIL pro capite era tornato ai livelli del 1997, per poi risalire fino alla fine del decennio.

Ora con la crisi del covid-19 torneremo ai livelli del 1994 e, anche in questo caso, i valori del 2018-19 non verranno recuperati prima del 2024-25.

In tutta questa storia i veri “negazionisti” sono quelli che ancora difendono l’euro che ci protegge e ci salva, anche se i dati dimostrano l’esatto contrario.

Infine, il FMI non è famoso per azzeccare le previsioni, la realtà di solito è ben peggiore.

Mala tempora currunt

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