MES – Conte vs Lega: chi ha ragione?

conte salvini mes

Durante il governo gialloverde gli “infiltrati” Conte e Tria hanno veramente agito all’oscuro del parlamento? Davvero la Lega non sapeva cosa il loro presidente del consiglio andava ad approvare in Europa?

I siti istutuzionali, italiani ed europei, mettono tutti i documenti a disposizione di chiunque. O almeno di chiunque si prenda la briga di andarli a cercare online.

Ecco le prove – documento per documento – delle balle leghiste, in ordine cronologico e relativi link.

Contratto di governo – Punto 29 (pag 54)

https://download.repubblica.it/pdf/2018/politica/contratto_governo.pdf

Con lo spirito di ritornare all’impostazione delle origini in cui gli Stati europei erano mossi da un genuino intento di pace, fratellanza, cooperazione e solidarietà si ritiene necessario rivedere, insieme ai partner europei, l’impianto della governance economica europea (politica monetaria, Patto di Stabilità e crescita, Fiscal compact, MES, procedura  per gli equilibri macroeconomici eccessivi, etc.) attualmente asimmetrico, basato sul predominio del mercato rispetto alla più vasta dimensione economica e sociale


Conte – 27 giugno 2018 (pag 61)

www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01068914.pdf

Un tema molto importante che dovremo affrontare nel corso dell’Euro Summit è la riforma dell’unione monetaria ed economica. Ho già detto, in occasione del mio discorso per la fiducia, che il nostro obiettivo è e resta l’eliminazione del divario di crescita tra l’Italia e l’Unione europea, e lo stiamo perseguendo in un quadro di stabilità finanziaria e di fiducia dei mercati. Il debito pubblico italiano è oggi pienamente sostenibile. Dobbiamo certamente puntare alla sua riduzione, ma in una prospettiva di crescita economica, e orienteremo la politica fiscale e di spesa pubblica al perseguimento degli obiettivi di crescita stabile e sostenibile. Questo è il nostro messaggio chiave in sede di discussione sulla governance economica della nostra Europa al prossimo Euro Summit del 29 giugno, a margine del Consiglio europeo.

Resto ottimista sull’esito della riflessione che ci attende a Bruxelles, ma sarò molto chiaro sulle nostre posizioni: se vogliamo impedire il declino dell’Unione e realizzare una Unione in campo economico che sia percepita come realmente vicina ai nostri cittadini, è il momento di far avanzare la condivisione del rischio finora rimasta troppo indietro. Però, attenzione: questi meccanismi di condivisione del rischio non debbono contemplare condizionalità – per dirla nel gergo dell’Unione – che, in nome dell’obiettivo della riduzione del rischio, finiscano per irrigidire processi già naturalmente avviati e in corso, con il risultato di ottenere, anziché la riduzione del rischio, l’incremento dell’instabilità bancaria e finanziaria non tanto in Italia, ma semmai in altri Stati membri caratterizzati da sistemi economici di più modesta entità e, quindi, più esposti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP).

Per essere chiari, non vogliamo un Fondo monetario europeo che, lungi dall’operare con finalità perequative, finisca per costringere alcuni Paesi verso percorsi di ristrutturazione predefiniti e automatici, con sostanziale esautorazione del potere di elaborare in autonomia politiche economiche efficaci. Siamo contrari a ogni rigidità nella riforma del meccanismo europeo di stabilità, soprattutto perché nuovi vincoli al processo di ristrutturazione del debito potrebbero contribuire essi stessi all’instabilità finanziaria, anziché prevenirla. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP e FdI).

Non vogliamo inoltre pericolose duplicazioni con i compiti della Commissione europea per la sorveglianza fiscale, che rischierebbero peraltro di delegittimare la base democratica di queste funzioni essenziali per la stabilità finanziaria.


TRIA – 17 luglio 2018

6ª COMMISSIONE PERMANENTE (Finanze e tesoro)

https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/339369.pdf

(PAG 6-7)

Le decisioni che verranno prese a livello nazionale sono strettamente legate alla discussione in corso a livello europeo sul completamento dell’Unione bancaria e dell’Unione del mercato dei capitali e, più in generale, sul  futuro dell’Unione economica e monetaria. Come ho avuto modo di dire pubblicamente, la discussione in Europa nei prossimi mesi si concentrerà su tre punti: il cosiddetto pacchetto bancario; le modalità di valutazione del grado di risoluzione del  rischio,  per consentire la concreta apertura del negoziato sul Sistema comune di garanzia dei depositi e, infine, la riforma del Meccanismo europeo di stabilità, per attribuirgli il ruolo di  supporto finanziario al Fondo di risoluzione unico. (…)

PAG (7-8)

Per quanto l’Italia non sia contraria a un’evoluzione del Meccanismo di stabilità europeo, è importante sottolineare che alcuni interventi inciderebbero profondamente  sugli  assetti  istituzionali, con sovrapposizioni e possibili ripercussioni negative sui mercati finanziari, anche perché questi interventi non sarebbero compensati da corrispondenti progressi sul fronte della condivisione dei  rischi. L’evoluzione del Meccanismo europeo di stabilità deve essere quindi valutata nel quadro di un approfondimento delle sue funzioni e degli strumenti di cui sarà dotato, con l’obiettivo di addivenire ad una governance sufficientemente bilanciata.


Conte – 11 dicembre 2018 (pag 7)

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01084842.pdf

Quanto al completamento dell’unione bancaria, la nostra visione richiede che la riduzione del rischio sia finalmente accompagnata da corrispondenti misure di mutualizzazione dello stesso. Comprendiamo che sia ritenuto ineludibile un differente timing su due aspetti; apprezziamo che si proceda con l’istituzione di una misura di condivisione del rischio, quale sarà il common backstop per il Fondo di risoluzione unico. Pur tuttavia, il nuovo rinvio delle decisioni sullo schema assicurativo sui depositi è per noi il segnale di un’Europa che continua a farsi condizionare dai mercati piuttosto che tentare di indirizzarli.

Quanto alla riforma della governance del meccanismo europeo di stabilità, manteniamo le nostre riserve su un approccio intergovernativo e ribadiamo che i ruoli attribuiti al meccanismo europeo di stabilità non devono minare irreversibilmente le prerogative della Commissione europea, in particolare in materia di sorveglianza fiscale.


Paolo Savona – Relazione programmatica 2019 – 28 dicembre 2018 (pag 26-27)

http://www.politicheeuropee.gov.it/it/attivita/informazione-al-parlamento/relazione-annuale-al-parlamento/relazione-programmatica/relazione-programmatica-2019/

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona, ha esaminato il 28 dicembre 2018 la Relazione programmatica per il 2019 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione Europea, predisposta dal Dipartimento per le Politiche Europee. (…)

La Relazione è stata trasmessa al Parlamento secondo quanto previsto dall’art. 13 della Legge 24 dicembre 2012, n. 234.

http://www.politicheeuropee.gov.it/media/4512/relazione-programmatica-2019-bis.pdf

Come indicato dal Presidente Juncker nel discorso sullo Stato dell’Unione del 12 settembre 2018 e formalizzato nel programma di lavoro annuale, la Commissione promuoverà l’adozione delle proposte relative alla  trasformazione  progressiva del meccanismo europeo di stabilità  (ESM-European Stability mechanism -Fondo Salva Stati) in Fondo  monetario europeo ed alla creazione nel bilancio dell’Unione di un’apposita linea di bilancio per la zona euro che comprenda: il supporto alle riforme strutturali, una  funzione  di  stabilizzazione, un backstopper l’Unione bancaria ed uno strumento di convergenza per fornire assistenza  pre-adesione agli Stati membri che si preparano per l’adozione della moneta unica. Più in generale, continuerà il dibattito sulle misure che dovranno portare all’approfondimento dell’Unione Economica e Monetaria, con particolare riferimento al completamento dell’Unione Bancaria, la riforma dell’ESM e l’istituzione di una fiscal capacity comune per l’Area Euro (…)

Quanto a ESM, l’Italia sarà favorevole ad iniziative volte a migliorare l’efficacia degli strumenti esistenti, rendendone possibile l’utilizzo ed evitando l’attuale effetto “stigma”. Si opporrà tuttavia all’affidamento a  ESM di compiti di sorveglianza macroeconomica degli Stati membri che  rappresenterebbero una duplicazione delle competenze già in capo alla Commissione europea. In questo contesto il Governo intende lanciare un dibattito sui poteri e le prerogative della Banca Centrale Europea, con  particolare riguardo al ruolo di prestatore di ultima istanza e alla politica  dei cambi. In questa prospettiva assumerà tutte le iniziative utili per dare  vita ad un Gruppo di lavoro ad alto livello che esamini la rispondenza dell’architettura istituzionale europea vigente e della politica economica con gli obiettivi  del trattato istitutivo


Paolo Savona – Relazione consuntiva 2018 – 27 febbraio 2019 (pag 14)

http://www.politicheeuropee.gov.it/it/attivita/informazione-al-parlamento/relazione-annuale-al-parlamento/relazione-consuntiva/relazione-consuntiva-2018/

La Relazione consuntiva 2018 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione Europea (ai sensi dell’articolo 13 della legge 24 dicembre 2012, n. 234), presentata nel corso del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2019, fornisce alle Camere gli elementi conoscitivi necessari a valutare la partecipazione dell’Italia alla formazione ed attuazione delle politiche dell’Unione Europea.

La Relazione, trasmessa al Parlamento il 28 febbraio 2019, viene predisposta annualmente grazie ai contributi di rispettiva pertinenza delle Amministrazioni e all’attività di revisione finale e coordinamento effettuata dal Dipartimento per le Politiche Europee.

http://www.politicheeuropee.gov.it/media/4614/relazione-consuntiva-2018.pdf

Nell’ambito del negoziato sull’approfondimento dell’Unione Economica e Monetaria, inoltre, è stato raggiunto un accordo su un “pacchetto” di proposte inerenti il Backstop al Single Resolution Fund (SRF), la riforma dell’European Stability Mechanism (ESM) e la futura cooperazione tra la Commissione europea e ESM. L’Eurosummit del 14 dicembre ha sostanzialmente approvato quanto deciso dall’Eurogruppo del 3 dicembre in merito all’operazionalizzazione del backstop e alla sua anticipazione eventuale al 2020 (a condizione del raggiungimento di sufficienti progressi nell’ambito della risk reduction) e alla riforma di ESM. A tal riguardo, è stato dato mandato all’Eurogruppo di procedere ai lavori tecnici necessari a modificare il Trattato ESM entro giugno 2019.Con specifico riferimento alla riforma di ESM, il compromesso raggiunto ha riguardato, innanzitutto, la revisione dei suoi strumenti finanziari di supporto precauzionale (Precautionary Conditioned Credit Line –PCCL). Rispetto ai rapporti di collaborazione tra ESM e la Commissione, all’interno e fuori dai programmi di assistenza finanziaria, un accordo comune tra le due istituzioni ne ha sancito la collaborazione nel disegno della condizionalità connessa ai programmi e ne ha prefigurato la complementarietà dei ruoli nell’analisi sulla sostenibilità del debito. Inoltre, è stato previsto un possibile ruolo di “facilitatore” da parte di ESM del dialogo tra creditori e Stati membri nel caso di operazioni di ristrutturazione del debito (con un coinvolgimento da parte di ESM di tipo informale, non vincolante, su base confidenziale e, soprattutto, attivabile solo su richiesta dello Stato membro). Relativamente alla revisione delle Collective Action Clauses –CACs presenti nella documentazione legale sottostante i Titoli di Stato emessi dai paesi dell’Area Euro, infine, l’accordo raggiunto prevede che siano introdotte CACs di tipo “single limb” entro il 2022, includendo questo impegno nel Trattato ESM.


V COMMISSIONE PERMANENTE (Bilancio, tesoro e programmazione) 6 marzo 2019 (pag 50 dell’atto)

Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno 2019 (Doc. LXXXVI, n. 2) (Seguito dell’esame congiunto e conclusione – Parere favorevole con condizione)

http://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2019/03/06/leg.18.bol0152.data20190306.com05.pdf

Alberto RIBOLLA (Lega), relatore –

delibera di esprimere PARERE FAVOREVOLE con la seguente condizione: siano adottate in tutte le sedi istituzionali dell’Unione europea iniziative volte a sospendere, ove possibile, ogni determinazione conclusiva in merito agli atti di cui in premessa, nell’attesa degli esiti delle prossime consultazioni elettorali per l’elezione del Parlamento europeo.

Claudio BORGHI, presidente

ritenendo che il parere che sarà espresso alla XIV Commissione Politiche dell’Unione europea sui profili di competenza della Commissione bilancio corrisponde alle reali intenzioni della maggioranza, sottolinea che la proposta di parere favorevole formulata dal relatore è comunque sottoposta alla condizione che siano adottate iniziative volte a sospendere, ove possibile, ogni determinazione conclusiva in merito, per esempio, all’istituzione di un ministro europeo dell’economia e delle finanze e all’incorporazione del Trattato del Fiscal Compact nel diritto dell’UE, in attesa degli esiti delle prossime consultazioni elettorali per l’elezione del Parlamento europeo. Ritiene che la soluzione prospettata costituisca un buon compromesso tra le diverse istanze emerse al riguardo.

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.


Conte 19 marzo 2019 (pag 18)

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/1106315.pdf

La sessione economica del Consiglio europeo non avrà, a differenza del  Consiglio europeo di dicembre scorso, un corrispettivo in forma di Eurosummit; rimane non di meno oggetto della nostra attenzione il percorso verso l’Eurosummit di giugno che, con una legittimazione in parte attenuata, a seguito delle elezioni per il Parlamento europeo di fine maggio, dovrà attuare, preparate dall’Eurogruppo, le decisioni dell’Eurosummit  dello scorso dicembre. Sono in gioco, tuttavia – e conviene su questo soffermarsi un attimo – argomenti di fondamentale importanza per il futuro assetto economico e finanziario dell’Unione europea. Mi limito a richiamare, tra gli altri, i temi del budget dell’Eurozona, dello schema  europeo di  garanzia dei depositi (il cosiddetto EDIS) e degli emendamenti al Trattato sul meccanismo europeo di stabilità.

In particolare, è attualmente aperta in seno all’Eurogruppo la discussione sulla definizione di uno strumento di bilancio per la competitività e la convergenza, appunto il budget dell’Eurozona, nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale. La questione è molto delicata per i nostri interessi nazionali: come sempre, ogni nuovo strumento può tornare utile ed efficace per rafforzare il nostro sistema economico-finanziario, ma, al  contrario, può rivelarsi anche molto insidioso, a seconda di come venga concepito e concretamente strutturato. Per l’Italia -lo voglio chiarire subito – è prioritario che tale strumento sia di dimensioni adeguate, prevedendo anche una sua capacità di prendere a prestito sui mercati finanziari, che offra un vero supporto a investimenti e riforme, che abbia funzioni anticicliche e di stabilizzazione e, soprattutto, che non sia sottoposto a condizionalità che finiscano per penalizzare quegli Stati membri che più hanno bisogno di riforme strutturali e di investimenti.


Tria – 17 aprile 2019 (pag 39)

COMMISSIONI CONGIUNTE 5ª (Programmazione economica, bilancio) del Senato della Repubblica e V (Bilancio, tesoro e programmazione) della Camera dei deputati

https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/345815.pdf

Nel dibattito europeo sulle riforme che riguardano sia l’ESM, i meccanismi di intervento sulle crisi sia i processi di completamento dell’Unione bancaria, è chiaro che l’Italia si oppone, ma è tradizione dell’Italia opporsi a tutte quelle misure che richiamano problemi di ristrutturazione del debito, di riattribuire i livelli di rischio al debito sovrano, perché questo  sarebbe una turbativa dei mercati finanziari e tecnicamente creerebbe delle difficoltà non solo all’Italia ma anche all’Europa. La nostra posizione su questo è ferma e credo che sia un’opposizione che in qualche modo viene compresa.


Conte Camera 19 giugno 2019 (pag 6 atto, 10 del pdf)

https://documenti.camera.it/leg18/resoconti/assemblea/html/sed0192/stenografico.pdf

Il secondo punto riguarda i rapporti e la divisione dei ruoli tra Commissione e MES. Su questo punto la bozza attuale di modifica del Trattato riprende quanto concordato a dicembre 2018 e contenuto in  particolare nel term sheet sul MES e nella posizione comune sulla  cooperazione tra le due istituzioni. Il MES, se necessario, al fine di poter svolgere in modo appropriato e tempestivo i compiti a esso conferiti  dal Trattato potrà seguire e valutare la situazione macroeconomica e finanziaria dei suoi membri, compresa la sostenibilità del loro debito  pubblico. Tale attività, però, dovrà svolgersi per fini meramente interni in collaborazione con la Commissione europea e la BCE, al fine di garantire la piena coerenza con il quadro per il coordinamento delle politiche economiche di cui al Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.


Senato 19 giugno 2019

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/1113860.pdf

Conte (pag 69)

L’accordo di dicembre 2018 prevedeva che fossero predisposte entro giugno 2019 le conseguenti revisioni al trattato MES. L’Eurogruppo del 13 giugno ha raggiunto un ampio consenso su una bozza di testo del trattato rivisto, sulla base del quale verrà definita, nella seconda parte dell’anno, la documentazione di secondo livello prevista dal trattato stesso. Secondo  l’accordo raggiunto, su richiesta, in particolare, di Italia e Germania, le procedure per le ratifiche nazionali saranno avviate solo quando tutta la documentazione sarà stata concordata e finalizzata, nel prossimo mese di dicembre.

Bagnai (Pag 84)

Il MES non è stato un grande successo: è stata una cosa nella quale il nostro Paese ha messo 60 miliardi di euro (poi magari parliamo anche di dove li ha trovati e come), senza avere neanche una posizione nel board, nel consiglio di amministrazione di questo organismo, e senza, peraltro, avere alcuna seria prospettiva di beneficiarne. La riforma del meccanismo deve essere seguita con attenzione, perché proprio di questo si tratta: creiamo un meccanismo del quale potremmo eventualmente beneficiare o creiamo un meccanismo chiuso, che ci esclude? La constatazione del fatto che il MES non era stato un grande successo e che l’approvazione era stata particolarmente affrettata ebbe anche delle conseguenze sul nostro ordinamento. Mi hanno raccontato in questa augusta Istituzione, di cui i funzionari sono la nostra guida e la memoria storica, le vicende che hanno portato alla legge n. 234 del 2012. In particolare, l’articolo 5, quello che stabilisce uno specifico e particolare obbligo di informazione per i trattati in materia monetaria e finanziaria, in qualche modo risentiva proprio delle tristi vicende di questo MES, che forse, all’interno di quel Parlamento, qualcuno, anche dell’attuale opposizione, aveva vissuto come un passaggio eccessivamente affrettato, dove ci sarebbe stato bisogno di un supplemento di istruttoria. Mi permetta, quindi, signor Presidente del Consiglio, di ringraziarla per il fatto che lei, in applicazione di questa norma e in completa coerenza con quel principio di centralità del Parlamento che lei fin dal primo giorno affermò in questa sede di voler rispettare, sia venuto ad annunciarci che questo approfondimento tecnico ci sarà.

ALLEGATO APPROVATO (Pag 199-201)

impegna, quindi, il Governo: (…)

11) più specificamente, in ordine alla riforma del Meccanismo europeo di stabilità, a non approvare modifiche che prevedano condizionalità che finiscano per penalizzare quegli Stati membri che più hanno bisogno di riforme strutturali e di investimenti, e che minino le prerogative della Commissione europea in materia di sorveglianza fiscale

12) a promuovere, in sede europea, una valutazione congiunta dei tre elementi del pacchetto di approfondimento dell’Unione economica e monetaria -la riforma del trattato del Meccanismo europeo di stabilità (MES), dello Schema europeo di garanzia sui depositi (EDIS), e del budget dell’area euro -, riservandosi di esprimere la valutazione finale solo all’esito della dettagliata definizione di tutte le varie componenti del pacchetto, favorendo il cosiddetto “package approach”, che possa consentire una condivisione politica di tutte le misure interessate, secondo una logica di equilibrio complessivo;

13) a rendere note alle Camere le proposte di modifica al trattato ESM, elaborate in sede europea, al fine di consentire al Parlamento di esprimersi con un atto di indirizzo e, conseguentemente, a sospendere ogni determinazione definitiva finché il Parlamento non si sia pronunciato.


DOCUMENTI RIASSUNTIVI DEL 21 GIUGNO 2019 PER CAMERA E SENATO

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01113955.pdf

http://documenti.camera.it/leg18/dossier/pdf/AT013.pdf

Le modifiche concordate nell’Eurogruppo del 13 giugno 2019

Facendo seguito al mandato ricevuto dai leader dell’UE in occasione del Vertice euro del 14 dicembre 2018, l’Eurogruppo del 13 giugno 2019 ha raggiunto un ampio accordo sulla revisione del trattato del Meccanismo europeo di stabilità (MES), i cui principali contenuti sono riportati in una lettera del Presidente Centeno indirizzata al Presidente del Consiglio europeo in vista del Vertice euro del 21 giugno 2019. Le modifiche concordate al trattato del MES, sulle quali il Presidente dell’Eurogruppo ha espresso l’auspicio che si possa trovare un accordo complessivo sull’intero pacchetto di riforme entro la fine del 2019, in modo da consentire un immediato avvio del processo di ratifica negli Stati membri, sarebbero, in particolare, le seguenti:

– il MES, oltre a supportare la risoluzione delle crisi relative alle finanze pubbliche degli Stati membri, fornirebbe anche una garanzia comune (backstop) al Fondo di risoluzione unico delle banche sotto forma di linea di credito rotativo. Il backstop dovrebbe essere introdotto anticipatamente (dal 2020), a condizione che siano stati fatti sufficienti progressi nella riduzione dei rischi, da valutare nella seconda metà del 2019;

– una posizione comune dovrebbe stabilire le nuove modalità di cooperazione tra il MES e la Commissione europea all’interno e all’esterno dei programmi di assistenza finanziaria, nel pieno rispetto del quadro giuridico dell’UE.


TRIA 31 luglio 2019 (pag 5)

http://www.tesoro.it/ufficio-stampa/articoli/2018_2023-Giovanni_Tria/documenti/article_0102.pdf

Processo di riforma dell’European Stability Mechanism (ESM)

In riscontro alle osservazioni ed alle richieste formulate dagli onorevoli interroganti, si precisa, preliminarmente, che lo scorso dicembre 2018 i Capi di Stato e di Governo avevano raggiunto un accordo di massima sull’avvio di un processo di riforma dell’European Stability Mechanism (ESM) e sulle conseguenti modifiche al suo Trattato istitutivo. Tale riforma si innestava nel solco di una riflessione più ampia, col fine di completare l’Unione Economica e Monetaria, iniziata con la relazione dei cinque presidenti “Completare l’Unione economica e monetaria dell’Europa” del giugno 2015 e, da ultimo, alimentata da un pacchetto di proposte presentate dalla Commissione a fine 2017.In questo ambito, in concomitanza con la decisione di assegnare ad esso nuove funzioni relative al sostegno comune al Fondo di risoluzione per le banche, è iniziata una riflessione su una possibile riforma dell’ESM -istituito nel 2012 -le cui linee sono state successivamente definite dai Capi di Stato e di Governo a dicembre 2018, sulla base delle proposte elaborate dall’Eurogruppo del 4 dicembre e già rese pubbliche. In tale contesto, l’Eurogruppo del 13 giugno u.s. ha raggiunto un ampio consenso su una bozza di revisioni del Trattato ESM. Tale bozza è stata quindi sottoposta all’Eurosummit dello scorso giugno per le opportune deliberazioni dei Leader. L’Eurogruppo ha anche preso atto dei progressi fatti sulla relativa documentazione legale, precisando tuttavia che il lavoro sarebbe proseguito nella seconda metà dell’anno per permettere l’allineamento di tale documentazione al testo del Trattato rivisto, che pertanto non è ancora stato approvato nella sua versione definitiva. La bozza di revisioni al Trattato ESM, presentata al Vertice del 21 giugno, rappresenta quindi la traduzione, in termini di testo normativo preliminare, delle intese del dicembre 2018. Al riguardo i Leader, lo scorso giugno hanno preso atto della bozza di revisioni proposte e invitato l’Eurogruppo a continuare i lavori

affinché si possa giungere ad un accordo a fine 2019 che includa oltre alla bozza di testo del Trattato rivisto anche la documentazione di secondo livello prevista dal Trattato stesso

Lo Statement dell’Eurosummit ha anche precisato, come richiesto dall’Italia, che nei prossimi mesi si dovrà seguire un approccio  complessivo in una logica di pacchetto  con  riferimento ai tre ambiti delineati a dicembre scorso -revisione del Trattato ESM, introduzione dello strumento di bilancio per la competitività e convergenza  (cd.  Budget dell’Area Euro) e Unione bancaria, incluso EDIS (European deposit insurance scheme). Si precisa, inoltre, che essendo  la conclusione dell’accordo sul pacchetto complessivo relativo all’ESM prevista per dicembre 2019, solo a partire da quel momento potrà essere avviato il processo di ratifica, che dovrà essere preceduto da una legge di autorizzazione del Parlamento, ai sensi dell’art. 80 della Costituzione.


Finito, se siete arrivati fin qui avrete capito che il parlamento era al corrente di tutto. Conte ha lavorato contro l’Italia sin dall’inizio – altro che strategia – col consenso della vecchia maggioranza M5S e Lega (che oggi casca dalle nuvole). Un governo, un politico si giudica in base a cosa approva negli atti ufficiali. Le chiacchere stanno a zero.